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Autostima
Autostima

Spesso si confonde la parola Autostima con autorità, con la capacità di comando, con il sentirsi superiori, con il carisma che si pensa di avere. 
Questa non è autostima. Essa non ha a che fare con la parola autorevolezza. La persona con alta autostima non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare, non usa il suo potere per assecondare gli altri al proprio volere,  non si sente superiore. 

La persona con alta Autostima non ha bisogno dell’approvazione degli altri, perché ha forte già in se l’obiettivo che tende a raggiungere. Ha un intento profondo in cui crede. Non cerca seguaci ma collaboratori, la persona con alta autostima crea un equipe di lavoro, non ha paura di svelare i propri segreti, perché lavora per la collettività e non per l’individualismo.

Ha compreso che non esiste un inferiore o un superiore ma l’unicità con cui ognuno partecipa preziosamente a realizzare un disegno universale. La persona con alta autostima non crea frustrazione ma esalta i potenziali. 
Al giorno d’oggi si parla molto di AUTOSTIMA, ma solo pochi ne conoscono il vero significato. 

Esistono molti corsi che insegnano alle persone a eccitare il proprio ego urlando frasi “IO SONO IL MIGLIORE”, “IO HO PIU’ POTERE RISPETTO AGLI ALTRI”, ma questa è l’ennesima illusione di avere raggiunto sicurezza senza avere compreso la vera origine dei disagi che ci hanno portato via via nella vita a negare noi stessi per ottenere magari dei piccoli riconoscimenti. 

La soluzione non è indossare l’ennesima maschera, fingendo di poter sostenere un ruolo, ma sta nel rivisitare i vissuti che ci hanno fatto perdere la fiducia in noi stessi, trasformando la nostra percezione della realtà.

Una delle cause profonde di mancanza di autostima sta nell’avere ricevuto molte disapprovazioni da parte di chi si è preso cura di noi mentre crescevamo. Rimproveri, castighi, abusi fisici ed emozionali, l’essere stati bloccati nella nostra esperienza di vita quando eravamo bambini. “stai fermo, non toccare, non sporcarti, non fare disastri, sei scemo, sei sempre incapace, stai zitto, non ce la fai, ecc, sono frasi che nel bambino limitano la creatività di sperimentare il mondo sentendolo, assaggiandolo, toccandolo. 

Quelle prime esperienze rappresentano ciò che diventeremo da adulti. Attraverso questi eventi il bambino formula dei pensieri su se stesso che renderà reali per tutta la vita. Non sono capace, sono stupido, non ce la faccio, non posso, sono sbagliato ecc.
Tutti questi pensieri vengono racchiusi in una parte della nostro essere chiamato inconscio. In esso sono racchiuse tutte le memorie delle nostre sofferenze, ricordi che sarebbero insopportabili se riesumati tutti insieme. L’inconscio in fondo è una sorta di protezione, ci aiuta a sopravvivere, filtrando emozioni troppo dolorose. Ci rende però inconsapevoli di ciò che realmente pensiamo di noi stessi.

Quante volte ci è capitato di dire frasi:"non so perché mi trovo sempre in situazioni di questo tipo:”, oppure notare di ritrovarsi sempre in relazioni con la medesima dinamica. Il nostro inconscio non rappresenta un materiale inerme che rimane esiliato senza agire,  ciò che crea la nostra realtà sono proprio tutti quei pensieri racchiusi nell'inconscio e  che geneticamente ci vengono tramandati anche di generazione in generazione dai nostri antenati.

Questa parte è inaccessibile con un atto di volontà, sono necessarie tecniche per far affiorare questo bagaglio che indisturbato crea realtà che non ci rendono felici e appagati
La mente ha la capacità di creare la propria realtà materializzando il proprio pensiero. Siamo allora autorizzati a dedurre che se i pensieri negativi, paure, ansie possono creare realtà negative vuol dire che anche i pensieri di gioia, abbondanza, gratitudine e fratellanza possono creare realtà positive, confacenti alle nostre intenzioni e aspettative? Certo, ma solo se questi pensieri provengono dal nostro IO profondo e non dal nostro Ego menzognero. 

È evidente allora che pulire la nostra mente da pensieri e schemi di disagio è la base per poter iniziare un percorso di conoscenza di sé

Senza il coraggio di assumerci la responsabilità di ciò che i nostri pensieri creano, continueremo il dialogo romantico che pone l’accettazione della tristezza e infelicità quali realtà ineludibili e fatalistiche di una condizione umana gravosa. 

La guarigione accade quando ci prendiamo il lusso di guardare ciò che veramente siamo. Quando finalmente siamo in grado di accogliere il bambino ferito che vive dentro ognuno di noi. Con il risveglio della consapevolezza cominciamo a chiederci come stiamo vivendo, per quale motivo ci affatichiamo tanto, di quale cibo e di quali emozioni ci stiamo nutrendo.

INFO: 335.282870   samadhi@onyhana.it

Locandina Autostima maggio 2013 Download questo file